Libera-mente
Babilonia: Babele di babbei.
Ritorno finalmente alla parola, dopo un lunghissimo intervallo di silenzio, cui esami, ferie e ancora esami, fortunatamente di buon esito, tuttavia pur sempre sfiancanti, mi hanno costretto e, del resto, lo faccio forse in un momento in cui, per me e per chi la pensa come me, ben più propizio sarebbe tacere ed aspettare cinicamente la grande “implosione”, fenomeno previsto come prossimo da certi eminenti profeti che tralascio di nominare, d’altro canto di tutto rispetto e che i fatti recenti dimostrano sempre più credibili e veritieri, nondimeno, torno a parlare e a dire liberamente la mia, dacché, visti gli ultimi sciagurati rivolgimenti generali nel mondo, ritengo ormai un privilegio ed un’imperdibile occasione per tutti noi occidentali poter ancora dire tutto, o quasi, quel che resta da dire, seppure nel più breve tempo possibile, prima che dal cielo inizino a piovere coranici fuochi e gentili fiocchi d’uranio.
Per ricominciare, lascio allora che la seguente escalation parli al posto mio: Teheran fa sapere, con la massima acclamazione popolare, di voler cancellare uno Stato sovrano dalla cartina del mondo (non penso, come tanti, che la storia si ripeta nel tempo: sarebbe, d’altro canto, una prospettiva inquietante e sconsigliabile; ma, certo, le affinità di certe esternazioni con quelle, fortunatamente passate, ma per sempre nel comune più tetro ricordo, di un certo “baffino” sono decisamente preoccupanti); i membri del libanese “partito di Dio”, dal nome più che promettente, mandano qualche razzo Katiuscha e rapiscono soldati Israeliani in territorio Israeliano (quella che, nel gergo militare, si chiama “invasione” ed inaugura azioni belliche deliberate); Israele esercita l’esecrando diritto dell’autodifesa nel proprio territorio (ormai, infatti, tutto il mondo appartiene ai seguaci di Allah e non sia mai che si prenda una qualsiasi decisione che loro non vogliano o, peggio ancora, contro di loro: si finisce direttamente all’Inferno!); l’Occidente, esclusi gli Stati Uniti, dichiara “sproporzionata” la reazione di Israele, quindi degna di terroristi e non certo di uno Stato civile; il G8 condanna il terrorismo del Partito di Dio e ne caldeggia il completo disarmo; il premier italiano, l’“uomo della Provvidenza”, diventa l’adolescente amichetta e confidente telefonica del Primo Ministro Libanese e della sua poco raccomandabile ghenga ed annuncia, eccitatissimo, di aver chiesto proprio a Teheran di mediare fra Libano e Israele (si è addirittura perso il momento della foto ufficiale di gruppo del G8, per questo; non so, però, quanto la foto abbia perso in estetica); l’Occidente esprime contrarietà alle esagerazioni deliranti di Israele, si inginocchia e chiede perdono, neanche tanto metaforicamente, ad Hezbollah in una vacua Conferenza di Pace(-Resa), tenutasi proprio nell’Urbe Eterna, senza nemmeno invitare Israele (a chi può venire in mente di convocare dei terroristi della peggior risma?) e nella quale solo gli Stati Uniti fanno valere le ragioni del grande assente; la Conferenza è un fallimento per il mondo intero, del tutto inutile ed inefficace, ma un evento storico di portata epocale, secondo l’emozionato Governo Italiano, seppure molto dispendiosa e sfarzosa. Si aggiungano gli inquietanti progetti di arricchimento dell’Uranio, perseguiti dall’Iran, per fini energetici, si dice, nonostante il divieto dell’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica e le molteplici risoluzioni Onu per il disarmo atomico generale; si considerino il dilagante Anti-Americanismo suicida dell'Occidente Europeo degli ultimi tempi, l’Anti-Clericalismo, il sentimento di servile apertura all’Oriente, come un mondo nuovo, di liberazione e ricivilizzazione.
Ma, mi chiedo, c’è ancora una Ragione stoica a fondamento di questo nostro Universo o il caos ci sta risucchiando tutti? Ministri degli Esteri di Stati Occidentali a braccetto con terroristi (uno solo, il più scaltro e cinico del mondo, ma il fatto resta comunque gravissimo); premier a colloquio con dittatori minacciosi e folli (uno solo, il più deficiente del mondo, guarda caso, però, legato proprio al succitato Ministro degli Esteri); accuse, ingiurie, minacce di morte al Sommo Pontefice, che in una conferenza parla di Dio e di pace e sottolinea come il concetto di violenza sia inconciliabile con la stessa natura divina, essenza di qualsiasi religione, e lo Stato Italiano che se ne sbatte altamente della sua sicurezza e vita; cattolici e catto-comunisti schierati compattamente dalla parte dei detrattori del Papa, contro parole ritenute ingiuriose e che si sono meritate un giusto rimprovero da chi, di certe cose, se ne intende sicuramente di più.
Non c’è tanto da commentare: i fatti si commentano da soli, purtroppo. Solo una domanda, però, intendo rivolgere al popolo Italiano: da 1 a 10, onestamente ed in coscienza (con lo spazio fra “in” e “coscienza”), che voto dareste ora alla “serietà al Governo”?
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